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Fantasia 6 settembre 2012 · lettura 1 min · 3765 letture

Principe del veliero

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Due tazzine di caffè abbandonate sull’orlo di un vecchio legno quattro i ricordi smarriti atroci come gli spettri implacabili come il destino e verrà l’ultimo giorno ... mentre soffia il vento temendo i rumori spiegando vele duellando, scivolando via il veliero andrà nel destino che arriva mentre il mare suona come tamburo lontano, oscuro cadenzando minuti senza rumore, scomponendo sorrisi sull’eco calante di un ramo nodoso nel petto le schegge di un legno vivo - destino -
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Patrizia Ensoli

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Commenti (11)

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Emanuele Martina6 settembre 2012

splendidi versi, scivolano leggeri, portando una serie di emozioni... complimenti, segnalo e conservo

francesca maria soriani6 settembre 2012

I ricordi sanno essere atroci quando la realtà che evocano non ci appartiene più, sono spettri! E quel tamburo lontano -non sappiamo quanto!- canta una canzone lugubre di un Destino che comunque ammaina le vele verso un Mistero che ci atterrisce. splendida, coinvolgente.

Alberto De Matteis6 settembre 2012

Mi colpisce, soprattutto, l'immagine bella e suggestiva del veliero che scivola verso il suo destino, mentre il mare suona come un tamburo lontano. Poesia pura, poesia vera. Complimenti. Conservo.

EnzoL6 settembre 2012

un testo con un incipit così beh... cosa peggio del ricordo? paradossalmente tanta la luce che emana, tanto il dolore che porta una bella lirica

carla composto6 settembre 2012

bella immagine quella del veliero... intensa metafora... molto sentita ... scivola verso la via del destino... bello anche il video... curato il tutto ...sempre brava la poetessa...

Enrico Baiocchi7 settembre 2012

Due gli elementi ricorrenti in questa lirica, il legno simbolo di vita, una vita che continua anche dopo che il ramo viene tagliato dall'albero, capace ancora di ferire con una sua scheggia e di lasciare il segno, ed il destino, l'interprete dei nostri pensieri più reconditi, l'unico capace di ammainare quelle vele prima di condurre in porto la vita, l'ultimo attore, come nella chiusa, a lasciare la scena. Cosa unisce questi due elementi? forse un amore che si sta spegnendo.

Fiammetta Campione7 settembre 2012

Versi che arrivano con forza, dal primo all'ultimo, mi piace particolarmente la metafora usata dall'Autrice. Me la sento addosso questa lirica, foriera di ricordi, forse di rimpianti, chissà...

Donatella Pezzino7 settembre 2012

Il destino, principe al timone della nostra vita, ci trasporta a suo piacimento nel mare oscuro degli eventi, disseminando il nostro cammino di ricordi che bruciano sempre con la stessa intensità, a dispetto del tempo che passa. Bellissima questa lirica sofferta e disillusa, che ho sentito molto vicina al mio cuore e della quale ho immensamente apprezzato la finezza nello stile.

Paola Galli7 settembre 2012

...quel veliero che va scivolando, superando le onde, inseguito dal ritmo cadenzato del mare, lasciando indietro ricordi sbiaditi, vecchie battaglie, antiche e giovani sofferenze!! va comunque e nonostante, incontro al nuovo destino!!! molto sentita!!

Jade7 settembre 2012

Un procedere a cui nessuno può sottrarsi nella vita, è un ordine naturale prefissato. Una vera chicca.!

Idalgo Visconti7 settembre 2012

I velieri scelta una rotta, possono navigare in tanti modi, di bolina con vento in poppa con vele terzarolate... ma mai contro vento... Complimenti sei una vera poetessa... piaciuta.