Barriere dighe e porte
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (4)
non so se Beethoven, potesse pensare all'inappellabile... certo è, che le mani vedono quasi più dell'anima... - forse lo sono esse stesse... non so se tre donne (sole) possano fermare il mondo... so, che in piazza Tienammen, uno studente fermò i carri- armati... so, che Mandela... etc... etc... so, che "barriere, dighe e porte"... hanno bisogno delle chiavi giuste per non delimitare troppo... forse la mia fantasia corre più della tua... cmnq grazie per la bella riflessione...
trovo questo testo molto affascinante, nella sua bella ermetica stesura suggerisce diverse interpretazioni, a me fa pensare (non so se nel torto e chiedo venia sin da adesso) alla difficoltà delle donne nella società occidentale e non solo, per emergere, lavorare, vivere in generale... rimane comunque una bella prova
L'argine dell'inconoscibilità femminea nel proprio turbamento e nella sua complicità.Splendida amica mia!
Donne che non moriranno mai... d'altronde ce l'hanno dentro la vita, la vita futura intendo, e ne sentono la responsabilità e l'immensità. Certo è che ancora di barriere e di porte (chiuse) nel cammino ne trovano molte, ma loro imperterrite continuano a guardare avanti. Belli questi versi, danno spazio a molte riflessioni.



