A Cocchetelli!

Chi sono non sapete...
Ma più non ci provate!
A inetti e depravati,
noi rifiutiam le veci...
Non ci rappresentate,
andate a far le feci!
Una bella ripulita, orsù facciamo!
Quel ciclo s'è da tempo ormai esaurito
che tanto di marciume ci ha lasciato;
nessun più lo potrà rigenerare.
Il gattopardo è morto!
Ben sette vite visse ...
Or siamo svegli, o cocchi,
con grilli per la testa.
Nessuno parole crede,
ma osserva il po' che fate
e soprattutto vuol
ch'altrove andiate...
magari in fondo al mare,
e noi ancor col Monti ...
ad arrancare.
Non tolleriamo più la sufficienza
a volte tracimante in strafottenza...
e par che solo voi non v'accorgiate
che vuote tasche abbiam,
ma di voi piene!
È facil biasimar, dirà qualcuno...
ma qui non c'è speranza,
e quei tutt'altro fan
che lor dovere!
Abbia chi sale in alto più decoro,
e non sia poi lassù tanto incensato,
se non per l'elevato suo operato!
In piedi, che la sveglia è ormai suonata!...
E quella odiosa cresta sia abbassata.
E chi non più che degno se ne vada!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
p
Tutte le opere →
L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!