Rimborso di primavera
C'è tutto l'astratto
nel nero graffito
inciso nella mente, sparso etereo
s'ode nei tonfi del cuore stentoreo.
Profumato fiore, peonia maggese
bianco è il colore che irradi
non seguo il confine delle ampie distese
vado perdendomi negli infiniti sguardi.
Semmai arrivassi in sogno, profumata
schiaffeggiandomi le nari
brezza d'aprile che soffi sui fiori,
sarei ebbro dalle carezze di ogni folata.
Ora in questa calda aria settembrina
che ancor si trascina la calura,
ho il tepore frizzante la mattina
di una mancata primavera.
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Commenti (1)
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EnzoL11 settembre 2012
particolare questa riflessione poetica ottima nel ritmo che mi colpisce saopratutto nella seconda strofa, mi fa pensare alla sensazione melanconica di addio alla stagione calda in questo autunno alle porte che ancora caldo di giorno, rimane fresco al mattino come la primavera... quasi un misto di stagioni... ottima
