L'aritmia dei passi
Gianpiero De Tomi
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La nebbia si dirada lenta
emerge un po' di umanità
non è facile con tutti i proiettili
e lame affilate che distribuiscono
la dose quotidiana di saggezza e verità.
E ben nascoste fra le chiacchere
graffiate con un sibilo acuto
le belle auto in sosta vietata
rosse fiammanti, appena nate
un colpo inferto all'improvviso
lo sconcerto della lamiera piegata
un viale dipinto nell'ossessione
una parabola votata alla perfezione.
Alla vulnerabilità della carne viva
contrappongo una nota di fondo
- un la - che raccolga i lamenti
di tutti i cuori avvelenati
un verdetto di colpevolezza
dell'innocente che ancora non sa
che l'attesa è finita in uno schianto
la solidità della contraddizione
l'invalicabile cancello, infine chiuderà.
L'aritmia dei passi frettolosi
dei pensieri che evaporano
sempre più tenue e frammentata
è la vibrazione che si fa unica
un triste fiore monocolore
incita al sorriso, vuoto e sperduto
la beatificazione è il pozzo nascosto
l'abisso profumato di viole addormentate
la via di fuga più breve per il pianto
in una giornata di pioggia acida un manto
di nuvole nere, sfuggite alla tempesta
nascondo i contorni spezzati
di mani che stringono alla gola
e si aprono lentamente, soltanto
quando ormai stai soffocando.
Il castello di carte tanto raffinato
crolla esausto, sotto il peso del rinnegato
che porta nomi scolpiti e dimenticati
illuminati dal un giallo ocra soffocante
quando il colore è araldo sofferente
di un immane, silenzio fiammeggiante.
©
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Gianpiero De Tomi
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