L'Altrove
Antonella Scamarda
275 poesie pubblicate
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Io dormo
ma il Dolore veglia
seduto sul mio mondo accanto.
Ha un limite informe la realtà
che mi paventa il sogno
in fuga, sempre, da se stesso...
La Notte finisce ed io sono qui.
Senza palpebre e
senza lacrime
a seppellire l'Altrove.
Come queste rondini, oggi, ho il mantello. Nero. Sul Cielo che
trafiggo, pur sperandolo
amico...
Passo tra messi falciate dal Tempo
per ritrovare l'allegrezza materna della spiga
e non reco tra i capelli, nemmeno
l'abbandono leggero della pula
al vento.
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L'autore
Antonella Scamarda
Commenti (1)
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Rita Minniti13 settembre 2012
Un parlare al proprio dolore, al proprio io con severa intuizione che lascia senza fiato chi legge. Un verseggiare che, nella sua fragilità, risponde a quesiti forti davanti a un'anima in pena. Espressivi questi versi, come non mai, riescono a penetrare come lama di coltello nel cuore, riescono a dare un senso alla propria vita, nonostante la durezza dell'esposizione, là "dove senza palpebre e /senza lacrime" ci si ritrova a seppellirlo quell'"altrove" in questo presente senza aria... Perché si cerca sempre di sperare in un cielo luminoso, in un cielo amico. Poesia deliziosa, molto ben scritta e molto riflessiva. Complimenti!

