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Introspezione 12 settembre 2012 · lettura 1 min · 1727 letture

L'Altrove

Antonella Scamarda 275 poesie pubblicate
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Io dormo ma il Dolore veglia seduto sul mio mondo accanto. Ha un limite informe la realtà che mi paventa il sogno in fuga, sempre, da se stesso... La Notte finisce ed io sono qui. Senza palpebre e senza lacrime a seppellire l'Altrove. Come queste rondini, oggi, ho il mantello. Nero. Sul Cielo che trafiggo, pur sperandolo amico... Passo tra messi falciate dal Tempo per ritrovare l'allegrezza materna della spiga e non reco tra i capelli, nemmeno l'abbandono leggero della pula al vento.
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La mia certezza è come un fiore reciso, io stringo in seno una rosa senza stelo...

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Commenti (1)

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Rita Minniti13 settembre 2012

Un parlare al proprio dolore, al proprio io con severa intuizione che lascia senza fiato chi legge. Un verseggiare che, nella sua fragilità, risponde a quesiti forti davanti a un'anima in pena. Espressivi questi versi, come non mai, riescono a penetrare come lama di coltello nel cuore, riescono a dare un senso alla propria vita, nonostante la durezza dell'esposizione, là "dove senza palpebre e /senza lacrime" ci si ritrova a seppellirlo quell'"altrove" in questo presente senza aria... Perché si cerca sempre di sperare in un cielo luminoso, in un cielo amico. Poesia deliziosa, molto ben scritta e molto riflessiva. Complimenti!