Roma
Grazia Longo
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Aguzze guglie
incidono il cielo,
opulente forme umane,
d’inconsistente vanità,
scarificano nuvole divine,
mentre file interminabili d’umili formiche
s’impilano, una dietro l'altra,
nel grande anello
accanto a moltitudini di voraci termiti
che rodono alla base le massicce travi.
Corona di smisurata grandezza
cinge i fianchi della velata signora.
Tra trine d’infinito oscillano
fragili ragnatele d’antichi splendori.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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poetapercaso28 settembre 2012
Ha descritto Roma eterna, stanca e sopraffatta. con l'immagine di un termitaio, con la tua solita sagacia. Una riflessione che merita più di un commento

