I colori del Fanciullo
Che cos’hai da dirmi fanciullo?
se avessi le parole mi apriresti al tuo pianeta
e mi faresti accomodare tra luci e suoni,
cori e impressioni, scoperte ed invenzioni
Tu, che sei arrivato qui tra noi per ultimo,
come fai decodificare il mistero della gioia?
dimmi, raccontami i tuoi segreti,
come fa il tuo istinto a superare ogni cosa?
Beato te, ti invidio da morire
invidio i tuoi istanti, il tuo clonare ogni cosa che si muove,
il tuoi muoversi ridicolo, i tuoi approcci con i nuovi ambienti,
la tua timidezza, la tua spavalderia,
il tuo esplodere in corsa, il tuo dispensare sorrisi al cielo,
il tuo contagiare energia positiva,
il tuo pretendere e il tuo ottenere.
Io lo so dove sono i tuoi pensieri, le tue apprensioni, le tue incertezze sull’essere umano...
si nascondono dietro la porta dell’innocenza
che maledettamente si aprirà all’alba del tuo crescere
e farà entrare uno ad uno in fila indiana tutte le insidie che ora non conosci
diventerai come noi, un uomo
soffrirai come noi, un giorno
tirerai il freno quando all’orizzonte nasceranno ostacoli,
e se sarai fortunato saprai apprezzare le piccole cose che contano
non ti far ingannare da quel che vorranno farti capire
cerca sempre di tirar vanti per la tua strada
e se troverai incroci non ti fermare, non chiedere indicazioni, non ascoltare nessuno
tranne te stesso, tranne il tuo istinto.
Quando passeranno i treni cerca di prendere quello giusto,
ma piuttosto di non prenderlo salta su uno a caso
e affidati un po’ alla sorte, che non ti remerà mai contro
se avrai fiducia nei tuoi passi
Hai il dono più grande, fanciullo
il dono di partire da zero e di essere libero di scolpire all’orizzonte
la tua storia così come ti pare
Vai, libero nel vento
©
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