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Impressioni 16 settembre 2012 · lettura 1 min · 1117 letture

''Un sorso di tristezza''

Flavio Uldanc 252 poesie pubblicate
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Brindo sotto le mie lune a te, che mi spedisca un altro bacio con la bocca umida e la notte negli occhi Crudo sofferto addio, il tremendo abbandono dei cupi giorni Ricordi? Tra le mani stringesti il mio cuore trafitto da schegge di ghiaccio per posarlo sul tuo a contemplare il silenzio Ed ora bevo, per sfuggire alla noia del mondo sopra un prato d'erbacce come un cane mi riverso! Sono esausto svuotato inebriato, ma vivo! Si! Pieno ho lo stomaco dell'amaro liquore! Ecco, fiero m'ergo a giudice di me stesso, in una mano ho l'amore e nell'altra, la morte! Oh, si, bevo... E bevo! Un sapore forte nei vaghi profumi di deserto, il nettare folle! Ancora un calice sporco un altro sorso di pazzia e tristezza...
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Un brindisi all'abbandono nelle notti di pazzia e di tristezza...30 dicembre 2012
L'autore
Flavio Uldanc

''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p

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Commenti (7)

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Laura Maira16 settembre 2012

La pena per un amore perduto, inconsolabile, quasi disperazione... Si affoga il pianto nel bicchiere, nei ricordi, nelle domande senza risposta e in una muta preghiera... Veramente un canto struggente d'Amore, triste ma intenso, potente. Bellissima lirica ricercata nello stile, elegantissima e di grande spessore. Complimenti.

Elle16 settembre 2012

Amarezza, più che tristezza. Mi sembra di cogliere una piccola venatura di dissapore. Nella vita ci sono fasi in cui ci si sofferma e con l'amore tra le mani, dono prezioso, non si riesce a sentire quella felicità dovuta... anzi... Tormento che svuota, un grigio, una nebbia che copre... qualcosa che invece è ricco di luce.

elena leica16 settembre 2012

Leggo... e bevo a sorsi di tristezza ogni verso che gocciola essenza amara sulle righe e percepisco il tormento interiore di questo animo piegato nella sua sofferenza... Struggente opera, intensa e molto toccante. Un piacere leggerti, complimenti vivissimi caro Poeta.

Jade16 settembre 2012

E si... dopotutto cosa è più folle dell'Amore? E' una vera ubriacatura di emozioni e sensazioni, sia quando arriva che quando se ne va, ci lascia ebbri e storditi... Bellissima!

EnzoL16 settembre 2012

bevo e bevo deglutisco le lame degli addii con sofisticata vite novella . ed aspetto il lamento porpora delle anime dannate . a cavallo ed armate nel braccio incontro il filo del loro rasoio cadendo, dalle alture immacolate del nostro amore. . splendida Uldac

Miriam Badiani17 settembre 2012

Una lirica per sfuggire al dolore, modulata in versi di grande bellezza . Un tentativo di catarsi che si eclissa contro la crudezza della vita. Bellissima, tocca le corde dell'anima...

Santina Papa20 settembre 2012

E' talmente bella che ho difficoltà nel commentarla, un brindidi dal sapore amaro alla donna che lo ha abbandonato affinché gli mandi un ultimo bacio. Adesso a causa del suo abbandono si sente svuotato ma nello stesso tempo inebriato dal calice dell'amarezza. Malinconica tristezza rincorre quest'uomo ormai ridotto a cane randagio... trascuratezza e senso di frustazione lo percorrono. Costruzione ricca e piena di pathos, mette in evidenza una grande maestria, che distingue un poeta di gran classe. Complimenti!