Ostaggio della notte
Grazia Longo
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Alba che mi tendi
la tua mano di luce,
tra coltri di silenzio
spesse di malinconia,
sudario di sole
e danze di gocce
su raggi d’avvenire.
Silenzioso canto
è il vento leggero
sulle membra intorpidite,
e gli occhi, questi occhi febbrili,
inquieti e inquietanti,
accecati dalla luce del giorno.
Occhi ancora ostaggio della notte
occhi persi nel sogno,
tra stillanti gocce di rugiada
e pozzanghere di cielo.
©
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