I poeti non vivono

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (10)
Non è un concetto nuovo quello che ci esprime il poeta nel suo solito particolare stile. E' famosa la frase di Pirandello: "La vita la si vive, o la si scrive" . Del resto, forse non potrebbe essere altrimenti. Le nostre possibilità sono limitate, e dobbiamo essere consapevoli di non poter fare bene e appieno entrambe le cose. Possiamo consolarci pensando che spesso si vede meglio dal di fuori che dal di dentro, e stare a qualche distanza dall'accadimento dei fatti spesso aiuta a capirli meglio (la letteratura è piena di tali esempi) .
non c'è esistenza senza il prodotto luce, opaca varia raggi ma timbra il biglietto del suo passaggio e dimostra l'ombra riflessa. Ogni valore ha il suo limite, determinandone il tratto del suo percorso... e questa stupenda ne traccia la sua nel rilievo dedotto... molto sentita Poesia
ma come la sento e condivido questa poesia, più di tutto per il concetto espresso alla grande nello stile particolare dell'autore, aggiungendo che forse inconsapevolmente chi scrive le vive le emozioni, in un modo differente da chi è meno spirituale, più concreto; piaciuta anche per il sorriso che strappa la nota, complimenti
...no, non vivono: poetano... fraintendono il miraggio che intendono e si sostengono all'insostenibile... errano senza sbagliare, sono soli notturni e stelle cadenti a nove code... arcobaleni dopo tempeste ormonali e vele di barche a pedali ed è bello sognare che, non vivendo, non moriranno mai...
come non applaudire a questa introspezione veritiera ed aggiungerei 'collaudata' ma sono anche dell'idea che spesso si scrive ció che non si seppellisce, quasi un nemico da esorcizzare . piacquemi 'na cifra
uccidere le proprie emozione desscivendole... in rime di poesia e non vvendole... si vive in un mondo irreale... antico atavico... m'nchino alle paroe di questo poeta, che mi regala sempre forti emozioni... unico...
Più ancora che al concetto, splendidamente espresso, non posso fare a meno di inchinarmi, come sempre, all'uso delle parole che omissan utilizza, incastra, gestisce e plasma, insufflando loro una dignità di vita che esalta ordito e trama rendendo materico il suo poetare. Grazie.
perlomeno, quelli che si autodefiniscono tali, poetano. gli altri vivono
mi vengono in mente queste parole"dicono che è vero che ogni sognatore diventerà cinico invecchiando... dicono che è vero che noi siamo fermi è il panorama che si sta muovendo dicono che è vero che per ogni slancio tornerà una mortificazione dicono che è vero sì ma anche fosse vero non sarebbe giustificazione per non farlo più, per non farloo più, ora non c'è montagna più alta di quella che non scalerò non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò..." tutto il resto va avanti e ti sembra di essere fermo e invece sei gia oltre...
ancora una volta ed una volta ancora, si parte in salita, si arriva in cima e... comincia la corsa sulle montagne russe delle parole, sulle curve ardite, a testa in giù che il mondo si capovolge ed il cielo è la terra e la terra il cielo. Bello guardare tutto così, senza fiato e con il cuore in gola, perché quando la corsa sarà finita inevitabilmente con il calmarsi dei respiri arriverà anche delusione e malinconia. E' finita, purtroppo.







