Quando uccidi un amore
Mario Contini
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Mentre piange
l’ultimo tramonto,
tu sei come foglia nei pensieri,
in balia del vento
nelle mie tempeste
s’apre, si chiude, sbatte forte
la porta dell’anima
nel silenzio d’una notte
m’accade quando il dolore
corrode la catena
che t’avvolgeva intorno al cuore
pare piangere anche l’albero
sul viale dei ricordi,
laddove giace una promessa
mai mantenuta
piove fango sul mio roseto,
ha petali insanguinati
il simbolo
profumato dell’amore
resto immobile
nel labirinto dell’assenza
conficcandomi spine
nella pelle e negli occhi...
e verso lacrime di sangue
nel catino dei rimorsi.
©
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L'autore
Mario Contini
Commenti (2)
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Patrizia Ensoli18 settembre 2012
Resto immobile nel catino dell'assenza ... Mi ha colpito, bella lirica dove il dolore si vive e si percepisce rimorsi ... troppo spesso le consapevolezze giungono troppo tardi!! Piaciuta
Francesco Rossi18 settembre 2012
Quando il dolore è consapevolezza la dimensione diventa universale quindi aperta alla comprensione di chi legge. Un verseggiare che mi piace.


