Estate tormentata
La tristezza di un addio. Il vuoto dell'abbandono.
Manca l'aria. L'allegria è seppellita. La felicità assente.
E' mancato il tempo di capire. Il gesto di un saluto.
Viaggio sopra un treno.
Mi si leggono nel volto rughe figlie delle mie notti insonni.
La bellezza di attraversare campagne, paesi,
è offuscata dalla nebbia dei miei occhi.
Il sole alto e potente pare opaco, assente.
Luce è buio.
Il bicchiere mezzo pieno è solo quello scuro
dei miei giorni alcolici e tempestosi.
Il treno marcia sulle rotaie. Avanza nel suo percorso.
Io sono immobile.
Aspetto qualcosa attorno a me che mi scuota.
Il mio viaggio si svolge in un'unica interminabile galleria.
Ogni squallida stazione allunga la nostra distanza.
Pensieri affollano la mia mente.
Provo a uscire dall'incubo.
Mi sforzo di accennare un sorriso.
Fa molto caldo.
Un uomo seduto su una rovente panchina ricambia.
E' molto vecchio.
Ma è molto meno stanco della vita di me.
Lo ha dimostrato.
Il mio sorriso è stato un atroce sforzo.
Il suo invece sincero.
E non certo l'ultimo.
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