Guardandoti
A guardarti mi sento come
pozza piovuta dalla tua pelle
mentre leggera e lontana
ti guardo passare
indifferente
Nei tuoi multiformi sorrisi
riappari ancora
mi piovi dentro e mi riempi
mi scomponi di mille scintille
e arreso mi lasci trafitto
nel fango
e passi
E mentre su di me ricompare
riflesso
l'occhieggiare delle prime stelle
o il sorriso leggero dell'eterno
o la calda lingua del tramonto
tra le punte dei tuoi scomposti capelli
penso a quanti cieli avrei per te
a quanti ne potrei inventare
E mi chiedo da quaggiù come possa
tu che sei nube leggera
pure il nulla dividerci
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!