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Riflessioni 22 settembre 2012 · lettura 1 min · 3093 letture

Déjà dit

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Se esiste il "déjà vu", di "déjà dit" è pieno il vasto mondo di scrittori: inconsapevolmente ciò che un dì dissero gli altri noi tiriamo fuori. Come certi paesaggi o una città appena visti sono congeniali allo spirito nostro, verità nostre troviamo in scritti similari. D’aver pensiamo avuto originale idea, mai prima da altri posseduta: scopriamo poi che essa era già usuale, che l’abbiamo altrimenti ripetuta. Ed anche quando a volte non troviamo alcun riscontro negli attuali libri, esso sta forse (questo immaginiamo) ad Alessandria, dentro gli arsi libri.
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"L'Espresso" del 15 agosto 2013 (a pag. 79) presenta un interessante articolo, di Alessandro Agostinelli, sul ritorno del tema delle foglie morte in poesia. L'ultimo ad occuparsene è stato Prévert (da cui la famosa canzone), e prima di lui Ungaretti ("Si sta come d'autunno / sugli alberi le foglie") . Ma il ferrarese Corrado Govoni, tre anni prima, scriveva: "La morte insieme / come d'autunno d'ogni albero le foglie" . Del resto Dante, nel terzo canto dell'"Inferno", aveva scritto: "Come d'autunno, si levan le foglie / l'una appresso de l'altra, fin che il ramo / rende a la terra tutte le sue spoglie" . Però già Virgilio, nel sesto libro dell'"Eneide", si era così espresso: "Non tante foglie ne l'estremo autunno / per le selve cader, non tanti augelli / si veggon d'alto mar calarsi a terra, / quanti eran questi" . Conclude l'Agostinelli: "Cosa sono questi riferimenti? Omaggi o rapine nei confronti dei poeti precedenti, o ciò che gli italianisti definiscono 'riflessi fonici'? Cioè tracce di versi letti che tornano nella scrittura di ciascun poeta. In fondo nella retorica classica l'invenzione era cosa più vicina all'inventario dell'esistente che alla creazione dal nulla. Vale sempre, a questo proposito, un verso di Pasolini che dice: ' Io sono una forza del Passato / Solo nella tradizione è il mio amore' " .11 agosto 2013
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Grazia La Gatta22 settembre 2012

Addormentandosi con la radio accesa, al risveglio, a volte, canticchiamo ripetutamente un motivetto senza rendercene conto il "déjà dit"; le note musicali sono solo sette. Penso sia lo stesso per la scrittura, in modo particolare per chi abbia la malattia di leggere troppo. Il sole sorge e tramonta per tutti, il Creato è a disposizione di tutta l'umanità e i sentimenti sono insiti nel cuore di ogni uomo. Bella riflessione. Complimenti.

G
Giuliano leandro loy22 settembre 2012

L'idea è magnifica, d'insieme al tuo componimento che ci parla di una grande Verità. Bravo!

stelsamo1 ottobre 2012

Nulla si scrive che non sia già stato detto da altri, anche se magari, non sempre si riesce a trovarlo sui libri, perché questi sono andati perduti. Tuttavia resta la magra consolazione di pensare (questo è un mio parere), che anche se altri hanno prima di noi detto già tutto, ognuno di noi, le stesse cose può dirle in modo diverso!