Quando scrivo
Mario Contini
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Come lettere d’amore
le mie strade percorse,
che leggo e rileggo ignorando i refusi
non mi ascolto, indomito
ignoro le insidie,
quel dolore esplosivo che l’io selvaggio
dissemina
tra le righe delle mie poesie
forse sorrido,
è importante che lo creda il destino,
la tristezza ingabbiata
in un angolo della mente
solo un’oasi nel mio deserto,
laddove sopravvive
un misero avanzo di filosofia
nel cielo dentro
ho visto colombe andare a morire,
e serpi,
avvinghiate al mio ventre
fino all’anima, che geme e genera brividi
fingo, confuso dal dubbio,
e m’invento il mare,
le azzurre gocce di una bella giornata,
rubo parole all’amore...
e poi piano,
bagna la riva del foglio la penna,
ch’è come un cristallo di ghiaccio
tra le mie dita.
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L'autore
Mario Contini
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli24 settembre 2012
... fingo nel cielo dentro m'invento il mare le azzurre gocce di una bella giornata rubo parole ... aggiungo " m'invento la vita, la trasformo la domo " Piaciuta tantissimo

