Il Pesciolin d'Argento
Maria Rimedio Troncia
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C'era una volta... un pesciolin d'argento
che del suo poco era contento
bello, tondo, paffutello,
non di certo era un gioiello
lo convinsero un bel dì
a spostarsi un po' da lì
osa amico, fu la proposta...
parti ora, che ti costa!
preparò il suo bel bagaglio
si sentiva quasi ammiraglio
e partì all'arrembaggio
con l'idea di un gran bel viaggio
ma non tenne al pari il conto
di esser visto come pesce tonto
e come altri pesciolini
s'impigliò nelle trame fini
è grande e forte quella rete!
e sono tante le marionette
tanti fili, qualche esca
quel che serve per la pesca
si agitava, e che amarezza
nel notar l'altrui destrezza
di riuscire a navigare
in quel grande e strano mare
tutto lì parea bello
anche il misero martello
il pesce, ovvio, non l'arnese,
ma la cosa è già palese
continuò così un poco
a giocar lo strano gioco
fatto si dai pesciolini
ma con intenti assai più fini
lui era il povero fratello
ritenuto asinello
specie nuova per quel mare
da guardare e ammirare
lui, ignaro, non sapeva
quel che in giro si diceva
che per quanto bello e tondo
non ballava in girotondo
un bel ballo necessario
in quel mare immaginario
dove tutti posson stare
solo se si sa remare
ma non contro e non di petto
non saresti ben accetto
e lo dice bene il fatto
se ti neghi al lor baratto
ecco, quindi, mandar fuori
il pesciolin senza colori
da quel mar che è solo loro
dove serve brillar d'oro
ma lui è d'argento e senza veli
niente nome e senza peli
sulla lingua e sulla pelle
non si ingannano le stelle!
e sono tante nel firmamento
solo di nome e non d'intento
dove sì, potrai restare
se impari bene il navigare
ma il nome tuo dev'esser vero
e poco importa se è sincero
son pretese troppo belle
voler stare tra le stelle
accantona perciò il momento
dell'entrata al firmamento
e se ancor non hai capito
a te qui lo lascio scritto
pesciolin color argento
che del poco sei contento
non è questo il tuo bel mar
dove immergerti a sognar
questo è mar di privilegiati
e non per miseri imbranati
di color ne hai solo uno
ma stai certo... non sei nessuno
e non saranno certo loro
a premiarti con l'alloro
sono altre le cose belle
aldilà di queste stelle
questo è mar di sfavillio
annegato nell'oblio
di esser sempre onnipresenti
quasi come onnipotenti
è la vita, quella vera
a dar medaglie a chi spera
che la fuori esista ancora
una splendida signora
e il suo nome non è beltà
ma sempre e solo onestà
nelle azioni e negli intenti
contro tutti i prepotenti
di spada o penna sono armati
coi loro scudi ben schierati
sempre contro tutti quelli
che i lor color non vedon belli
da troppo tempo offuscati
e nella rete incatenati
vedon te come pesce tonto
per il proprio tornaconto
ma tu del poco sii contento
e usa amor nel tuo intento
vanta quindi il tuo colore
e diverrai un gran signore
e poco importa se è solo uno
e che per molti è inopportuno
quello è tuo, tuo soltanto,
e per sempre l'avrai accanto
storia, favola... chissà
se quel che dico è verità
ma tu ascolta e fai tesoro
del consiglio... non dell'oro
e ricorda che son Nessuno
in mezzo a tanti numeri Uno
forse proprio come te
che di certo non sei un re
ma se è un regno, quel che serve
non avrò certo riserve
a svelarti il mio segreto
che per regnar serve rispetto
rimarrai forse un nome
in mezzo a tutti i loro come
ma per quanto sia solo Uno
il tuo nome non sarà mai Nessuno
©
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L'autore
Maria Rimedio Troncia
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