Odo il grido dei tuoi occhi
Grazia Longo
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Quante stelle
a far sfoggio d’infinito
in questo cielo oscuro
che mi vela l’anima d’eterno.
La vita s’è impigliata
tra i miei petali dischiusi
come una ragnatela
che ruba raggi al sole
in questa terra spenta
tra mormorii di sogni
e schegge di vuoto.
Le certezze di cartone
restano impilate una sull'altra
nello sgabuzzino degli orrori
tra le scorie dell'avvenire.
Odo il grido dei tuoi occhi
ora che s’è spento il rumore della luce
e m’illumina il silenzio da lontano
come questa fantasmagoria di stelle
sospese tra un fiato di luna
e un attimo strappato alle tue mani.
E’ tutto così lontano
perduto e muto
che sembra irreale.
Eppure ogni cosa
di quell’attimo sopravvive
nei miei gesti più banali
in questo mio accarezzarmi gli anni
tra le rughe del passato
mentre mi perdo in sangue che scorre
inutilmente pulsando piano
invisibile in questa pelle di seta
che geme disabitata
sotto il vestito buono.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Misk Hamid26 settembre 2012
Complimenti, una costruzione elegante, versi intensi come quel silenzio e le grida di quegli occhi che giungono a te.

