Sono solo carta straccia

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,
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Delusione e rabbia, ma anche un'infinita stanchezza vibrano in questi versi intensi che scendono nel più profondo dell'anima. E'l'amarezza del sentirsi usati e poi gettati, in un domani che è vuoto totale e disperato. Una lirica coinvolgente, che applaudo ammirata e commossa.
Senza fronzoli, dal contenuto semplice crudo, ma per questo di grande impatto. Dolorosa ma come da un gradino superiore, la sofferenza libera consapevolezza.
e mi unisco all'urlo, allo sdegno, per un popolo che cade sotto i colpi della legge del più forte, dove infine perdiamo tutti, umanità, dignità, valore e valori... occorre urlare, non smettere, anzi alzare il tono di voce, non contro chi è vittima come noi, solo siede dall'altra parte della barricata, ma contro chi ha generato questa guerra tra poveri... contro chi ci mangia in testa e continua a rivolgerci la parola mostrando la faccia in campagna elettorale, dimenticando persino d'essere umano! sono alla nausea... poesie come questa, ripeto POESIE, hanno il grande compito di testimoniare il nostro tempo, un domani saremo storia sui banchi di scuola... e cos'altro è il poeta, se non testimone e messaggero del proprio tempo?
lirica coinvolgente, drammatica, deludente dal contenuto di consapevolezza di chi è stata usata come " usa e getta",è un urlo di dolore, di denuncia dell'anima che si ribella, poesia sentita e condivisa.
eh, ed indovina, chi fa le spese, mentre fino a che è servito le povere braccia in alto lo sguardo concentrato, guai assentarsi perché oggi c'è crisi ed io ho un lavoro, molti non lo hanno... e domani anche con 20 gradi sotto lo zero i treni sfasciati, la metro che si scontra i maledetti fulmini che cadono dal cielo, io, io sarò lì... e così che si ripaga, la gente che lavora, una lettera schifosa senza un ma né un beh ...senza parole ...
Condivido in pieno questo tuo urlo! Anch'io ho fatto parte di quei 600, solo che la mia immeritata fortuna mi ha concesso un'altra opportunità. E' tremendo non avere più un lavoro, ci si sente inutili anche a se stessi! Auguro a tutti quelli a cui hanno rubato la dignità di trovare al più presto un altro lavoro! Urla Annamaria urla sempre le ingiustizie di questa sporca e corrotta società!



