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Ribellione 27 settembre 2012 · lettura 1 min · 2737 letture

Sono solo carta straccia

Annamaria Barone 221 poesie pubblicate
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Ti ho amato ti ho odiato sempre ti sono stata fedele ore di parole e di fatica la mattina spuntata solo negli occhi di sabbia la notte incombente alla fine dell'ora ogni giorno per anni di vita. Ora mi butti via senza una parola povero sacco di juta inutile resto di una vita spezzata con la paura che attanaglia le viscere per te ora son solo carta straccia
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Oggi 600 colleghi troveranno ai tornelli di entrata le loro lettere di licenziamento. Questa è la fine di giorni di lotta e di sciopero. Nessuna parola, 600 vite buttate per strada, 600 storie di una paura che attanaglia le viscere, perché per molti di loro il domani non ha alcuna speranza. Questa non è una poesia, è un urlo di dolore

L'autore
Annamaria Barone

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,

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Commenti (6)

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Donatella Pezzino27 settembre 2012

Delusione e rabbia, ma anche un'infinita stanchezza vibrano in questi versi intensi che scendono nel più profondo dell'anima. E'l'amarezza del sentirsi usati e poi gettati, in un domani che è vuoto totale e disperato. Una lirica coinvolgente, che applaudo ammirata e commossa.

B
Barba27 settembre 2012

Senza fronzoli, dal contenuto semplice crudo, ma per questo di grande impatto. Dolorosa ma come da un gradino superiore, la sofferenza libera consapevolezza.

Angela Fragiacomo27 settembre 2012

e mi unisco all'urlo, allo sdegno, per un popolo che cade sotto i colpi della legge del più forte, dove infine perdiamo tutti, umanità, dignità, valore e valori... occorre urlare, non smettere, anzi alzare il tono di voce, non contro chi è vittima come noi, solo siede dall'altra parte della barricata, ma contro chi ha generato questa guerra tra poveri... contro chi ci mangia in testa e continua a rivolgerci la parola mostrando la faccia in campagna elettorale, dimenticando persino d'essere umano! sono alla nausea... poesie come questa, ripeto POESIE, hanno il grande compito di testimoniare il nostro tempo, un domani saremo storia sui banchi di scuola... e cos'altro è il poeta, se non testimone e messaggero del proprio tempo?

C
Colomba27 settembre 2012

lirica coinvolgente, drammatica, deludente dal contenuto di consapevolezza di chi è stata usata come " usa e getta",è un urlo di dolore, di denuncia dell'anima che si ribella, poesia sentita e condivisa.

EnzoL27 settembre 2012

eh, ed indovina, chi fa le spese, mentre fino a che è servito le povere braccia in alto lo sguardo concentrato, guai assentarsi perché oggi c'è crisi ed io ho un lavoro, molti non lo hanno... e domani anche con 20 gradi sotto lo zero i treni sfasciati, la metro che si scontra i maledetti fulmini che cadono dal cielo, io, io sarò lì... e così che si ripaga, la gente che lavora, una lettera schifosa senza un ma né un beh ...senza parole ...

T
Thomas Rivolta27 settembre 2012

Condivido in pieno questo tuo urlo! Anch'io ho fatto parte di quei 600, solo che la mia immeritata fortuna mi ha concesso un'altra opportunità. E' tremendo non avere più un lavoro, ci si sente inutili anche a se stessi! Auguro a tutti quelli a cui hanno rubato la dignità di trovare al più presto un altro lavoro! Urla Annamaria urla sempre le ingiustizie di questa sporca e corrotta società!