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Commenti (6)
particolare il modo in cui l'incipit mi lascia pensare alla deludente amarezza di un uomo, che potrebbe far da solo, potrebbe sostenere se stesso ma si ritrova schiavo di un meccanismo che tutto comprime e che tutto cataloga, anche la morte, catalogata, in silenzio senza dar troppo fastidio possibilmente perché oggi è così che vanno le cose, zitti, marciare in sequenza prestabilita... la trovo molto incisiva oltre che originale...
versi originali e ben scritti che l'amico Lomanno ha commentato egregiamente... complimenti all'Autore
Vietato parlare... tutti zitti ad ascoltare cose che non interessano, tutti catalogati, omologati... guai ad essere controcorrente, non è possibile, è vietato essere originali. Chinare la testa, stare zitti e subire e anche quando si muore... per carità senza schiamazzo... in silenzio e ordinatamente e così fino alla fine... Ma non lasciamoci comprimere, omologare... non siamo fatti tutti con lo stesso stampino... Dobbiamo ribellarci e ritornare a pensare...
Silenti e immobili come soldatini di piombo? E no... Io mi ribello!!!...Siamo noi a creare le nostre schiavitù, le nostre gabbie... Siamo noi a porci i limiti spesso per la paura di osare, ferire o ribellarsi. Grande Poeta che apprezzo tantissimo... SEMPRE pronto a mettersi a nudo.
mi viene in mente la canzone di Bennato, In fila per tre tutto prestabilito, tutto già deciso, già vissuto ed anche a morire, bisogna stare attenti perché si potrebbe uscire dal seminato... Originale e gradita
Colpisce per l'immensa amarezza e l'angoscia rinchiusa in questa poesia molto particolare .Stilata con grande maestria. Apprezzatissima!





