511 lettori online · 360.664 poesie · 7.571 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Morte 29 settembre 2012 · lettura 1 min · 1417 letture

Ci sei?

P
Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
+ Segui
Ho i denti stretti digrignano sono andati via gli ultimi, Insopportabile il fiato impostato solo conto quanti punti devo togliermi. Lo farei da solo senza studiosi a fianco strapperei le cordine e le cose assurde no! Devo stare in fila attendere il turno poi ascoltare il responso che non serve a nulla. Guardo gli altri, felici saranno, Io sto con un groppo che mi chiude la parola, rimugino ma non serve oramai si è scelto seguire la corrente o scomparire senza chieder nulla. Meglio scivolare via in un'altro giorno, meglio non far programmi che svaniscono dopo secondi stare ad aspettar la pioggia, lava la polvere che si accumula lava la cenere che si posa lava la morte che ci segue scaltra. Ci saran speranze per tirar sospiri? Ci saran domani per porsi domande? Ci saran altri con orecchie tese? Senza arrecar fastidio che è meglio Ti ricorderanno sveglio.
♥ 0 💬 6
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
L'autore
Paolo Morganti
Tutte le opere →

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
EnzoL29 settembre 2012

particolare il modo in cui l'incipit mi lascia pensare alla deludente amarezza di un uomo, che potrebbe far da solo, potrebbe sostenere se stesso ma si ritrova schiavo di un meccanismo che tutto comprime e che tutto cataloga, anche la morte, catalogata, in silenzio senza dar troppo fastidio possibilmente perché oggi è così che vanno le cose, zitti, marciare in sequenza prestabilita... la trovo molto incisiva oltre che originale...

Giacomo Scimonelli29 settembre 2012

versi originali e ben scritti che l'amico Lomanno ha commentato egregiamente... complimenti all'Autore

Sara Acireale29 settembre 2012

Vietato parlare... tutti zitti ad ascoltare cose che non interessano, tutti catalogati, omologati... guai ad essere controcorrente, non è possibile, è vietato essere originali. Chinare la testa, stare zitti e subire e anche quando si muore... per carità senza schiamazzo... in silenzio e ordinatamente e così fino alla fine... Ma non lasciamoci comprimere, omologare... non siamo fatti tutti con lo stesso stampino... Dobbiamo ribellarci e ritornare a pensare...

Jade30 settembre 2012

Silenti e immobili come soldatini di piombo? E no... Io mi ribello!!!...Siamo noi a creare le nostre schiavitù, le nostre gabbie... Siamo noi a porci i limiti spesso per la paura di osare, ferire o ribellarsi. Grande Poeta che apprezzo tantissimo... SEMPRE pronto a mettersi a nudo.

Fiammetta Campione30 settembre 2012

mi viene in mente la canzone di Bennato, In fila per tre tutto prestabilito, tutto già deciso, già vissuto ed anche a morire, bisogna stare attenti perché si potrebbe uscire dal seminato... Originale e gradita

Nadia Mazzocco1 ottobre 2012

Colpisce per l'immensa amarezza e l'angoscia rinchiusa in questa poesia molto particolare .Stilata con grande maestria. Apprezzatissima!