Il nome che più ti piace
(L'albero buttava giù la chioma
che troppo in alto voleva osare)
Approssimativo e premuroso
in altre notti attraversavi
quel bosco fitto di paure
tra le caduche foglie
(io cercavo il cielo)
Eri la gratitudine che non si sa specchiare
tra i rivoli del sangue e della fame
La mano da troppe linee attraversata
nel paesaggio monco di luce
(Un tramite del tramite
in'interconnessione)
Noi non sappiamo
dove proietta il gioco perverso delle ombre
Il serpente che riallaccia la sua coda
La marcia della vita e della morte
L'attimo che esploderà di nuova luce
E mi ritorni amaro pane
a sciogliere nodi alla capigliatura
a ricordare
l'ancestrale suono della caduta
(mi specchia l'insuperbito io)
Musica che ben conosce
il doppio taglio delle parole
(la prepotente mano che comprime)
In fantasie da riciclare
lo stupore che gli occhi sbarra
Tu stella mia vergine d'eco
Oh stella mia amante
Stella di luce gonfia
Segnami
e chiamami con il tuo nome
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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