"Per rubare il tramonto"
Stefano Drakul Canepa
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è per rubare
il rosso del tramonto
che sfioro labbra
Con la piaga rossa che porti nel cuore
sono sedici le ferite inferte alla notte,
sedici i rivoli di sangue che scorrono
dall ’ombra a questo cielo di cenere.
Guardi la sera senza una sola parola,
senti il vento privo di nuvole spazzare
le albe finché la musica non termina
le sue danze in fondo ad uno sguardo.
Accendi un ruscello di fumo per sanare
l’aria dei pomeriggi d’allegoria fragile,
le macabre discordie che nascondono
il tramonto alle foglie, alle ultime rive.
Con il demone malato che porti nel cuore
sono sette i peccati rubati alla notte,
sette le macchie nere di passione e follia
che incombono al macigno di tenebra.
Guardi la luna senza una sola risposta,
senti le sere scorrere finché anche la luce
non tentenna fra le poche labbra aperte,
forse per un bacio, forse per un sussurro.
Forse per rubare solo il rosso del tramonto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Miriam Badiani1 ottobre 2012
Rubare il tramonto nel silenzio del crepuscolo, nel silenzio di una Luna muta alle lacerazioni dell'anima. Molto intensa ed elegante, complimenti.
Laura Maira3 ottobre 2012
Rubare il rosso del tramonto quando si è persi tra le ombre... Oscura e spirituale, onirica e affascinante. Bella la simbologia dei numeri 'sette e sedici'. Molto apprezzata, complimenti.
Ginevra Ferrari5 ottobre 2012
Rubare le ali d'un tramonto quando si è persa la luce e si cerca di ritrovarla, Lirica intensa e profonda che scava nei sentieri dell'anima, versi ben strutturati che esprimono spiritualita. Apprezzata!



