''Dannata''
Flavio Uldanc
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Come il cielo ed il mare
capovolti nella ricerca d'un alba
così alla sera
in un velato buio
si cela il crepuscolo
Oscilla di nuvole brune
mentre già fa udir
la sua voce
il primo e rauco vento d'autunno
E' allora,
che tiranni i tuoi occhi
grandi come buche,
profondi e neri
mi risucchiano in un forte richiamo
Fin dentro la notte, dove la natura
i suoi furiosi rumori scandisce,
così, impunemente,
m'attorciglio al tuo corpo
come un cucciolo al seno materno
e d'amore mi sfamo
dal tuo ventre sfinito
Scaltro il tuo occhio
a veder la passione
e furba, indecente
la tua bocca
a stillare veleno e occultare i miei baci
La tentazione strisciante
in me ormai potente s'insinua
fino a scorrere lenta
come ruscelli freddi e rigogliosi
nelle mie vene pulsanti
Ecco, m'inchino,
spossato,
arreso al tuo piacere
o femmina dannata,
disgraziata che m'hai vinto
e stregato!
©
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
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