Non mi rompere il sollazzo
Scappo dai tavoli appiccicosi di melassa
sidro che cola falso e contraffatto
scappo dalle sedie dove i culi si stringono
presi dai braccioli troppo stretti.
Scappo dalle sale piene di rosso velluto
finestre chiuse al sole, al vento,
ai colori dei fiori là fuori.
Fuggo dal frastuono di ah ah ah prova
uno due tre prova
escapologico dalla contenzione
mi libero
voglio stare da me dentro le mura
cementato.
Corro via a far spesa per l'amico
sulla sedia a rotelle si è rotta la catena
lo spingo fino al parco gli leggo
l'ultima mia
urla lui, grida sei un pazzo
mi stai rompendo il sollazzo,
Lasciami guardare le cosce
della biondina,
non mi pressare con le tue stronzate.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli4 ottobre 2012
ribellione da applausi... versi originalissimi che tengono il lettore in attesa della fine dell'Opera... fortissima...
