Come un passero che dal cielo cade
Le calde giornate primaverili,
non son godute dall'animo spento,
ed il nero dubbio della mancanza
gentile, uccide ciò che resta di uomo.
E se l'occhio non vede, dunque duole.
Un tempo il sorriso felice di te,
su ogni parte di me è partita per
sempre, andata dove non può essere,
nel passato fuggente che era, e fu.
Il futuro non ha più senso, non è.
Questo baratro si stende nel tempo,
nei minuti, nelle ore, nei lunghi giorni,
ed il sole non visto brucia la vita.
E che cosa si può fare per ciò?
se sfugge qualcosa all'animo cieco.
I fiori han perso il profumo.
Il gusto delle fragole è sbiadito,
il calore è gelato, è come spento.
Il viaggio inizia e finisce, e reinizia,
da giorno a sera, e da sera a mattina.
Ed aspettare un'altra settimana
in cui la veglia è assai insopportabile,
in cui il pensiero non si placa mai.
E quando prende un dolore nel petto,
che ha un intensità molto fisica
è come un attizzatoio rovente,
che accarezza e brucia la carne viva,
e grazie ai tanti ricordi felici
la fiamma divien più intensa tortura
è dunque sbagliato voler star meglio?
Se l'unico modo fosse tornar
sui propri passi senza rimpianti,
gli occhi lucidi e ardenti di lacrime
dalla grande rabbia per l'ingiustizia,
delusione portata dal destino.
Come spade infilate nel mio corpo,
come un vento di disperazione,
come un'ingiusta sentenza di morte,
come il respiro ch'è levato a forza.
Come un passero che dal cielo cade.
©
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