O Cavalier

O Cavalier, che sotto la cintura
non palesavi macchia né paura
t’appressi or all’ennesima figura.
Ben grande stai per far la tua frittata
con quella durlindana sguainata.
E baldo parti ancora lancia in resta,
come colui che a gran strage s’appresta.
Ma tutti sanno ch’è un’arma spuntata
già logora da tempo ed ossidata,
e poi con essa, mai fosti portento,
vincendo pur, sopravvivesti a stento.
Eppur non ti mancaron le occasioni
di gran vittorie in singolar tenzoni,
grand'opere con grandi innovazioni.
Poter con esse rimarcar la storia,
da picciol uom risplendere di gloria.
Invece tra gran feste e ostentazioni
pensavi a soddisfar le tue pulsioni.
Il Libico provasti ad emulare,
di primo pel da giovani fanciulle
leggiadre, note e di beltà un'élite,
in harem ti lasciasti circondare;
gran fantasia persin portò a insidiare
la figlia al successor del Faraone!
Poi pavido e codardo fosti a un tratto,
quando ciascun ti chiese spiegazioni,
di sicomor con foglie a profusione
cercasti di coprir ogni misfatto.
Il tempo per rivalsa manca, ormai
tra filistei vuoi tu morir Sansone,
lor non ci stanno, muore una stagione.
Con unta mano ora lisci ancor la lama,
ma inerzia più che ruggin l’ha mangiata;
manca d’acciar, è troppo affievolita...
Per tutti è meglio or chiuder la partita!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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