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Ribellione 20 febbraio 2007 · lettura 1 min · 965 letture

Giro l'addio

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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Lascio al vento le mie pagine sperando tu le legga non c'è amore che giustifichi una vita di dolore troppe ore ho già trascorso con il cuore dilaniato Venga dunque un'altra vita sia anche solo d'illusione nei miei canti rinnovati non mi importa la sconfitta Troppe notti già trascorse fra le lacrime e il dolore hanno peso sul mio corpo e inaridiscono il mio cuore Che sia l'alba primitiva a cancellare il tuo ricordo dono mesto ogni mio sforzo che ne incida l'epitaffio d'ora innanzi cerco luce non mi spengo nel tormento Questo è un canto ritrovato di rinascita e di gioia sono stanco di lottare per chi da solo il silenzio non si tratta di vittorie ne di strane congetture Voglio vivere di nuovo come prima di incontrarti voglio ancora respirare l'aere fresco del mattino voglio voglio e ancora voglio questo il solo imperativo sono stanco di dolore e del sapore del tormento troppo fiele sulle labbra ricercandone il sorriso dunque addio dolce amore che nel tempo è ormai perduto qui rimetto a ognuno colpe e flagelli d'ogni sorta.
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L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (1)

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Oliviero Angelo Fuina20 febbraio 2007

Beh... Io lo considero un ottimo esercizio stilistico -formale, ingabbiando parole in rigida musicalità di doppi ottonari. br Poesia al servizio della metrica, che non perde il suo comunicare nonostante il dilungarsi del respiro poetico. br Ovvio che ci sai fare seriamente, Luca!