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Riflessioni 7 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2585 letture

Gli occhi di mia madre

Annamaria Barone 221 poesie pubblicate
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E mi trascino addosso questa stanchezza antica di albe masticate di sonno di sogni interrotti male rughe degli occhi stirate in faccia ad uno specchio avverso e rivedo mia madre nei miei occhi sgranati nell'ombra che li avvolge disperazione di un giorno nuovo ammonticchiato a mille altri fatica che ti schiaccia ancestrale stanchezza di passi su silenziose strade buie su vacillanti vagoni di umanità marcita di rabbia e disperazione mia madre ed io io e mia madre in quello specchio opaco di luce tenue mentre intorno tutto tace affogato di buio ma non sono io quella che scrive poesie?
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L'autore
Annamaria Barone

Sono una donna di mare e di treni, in perenne movimento come la risacca, e come un treno sono sempre in viaggio verso la meta del cuore. Sono nata il 27 giugno, in piena estate ed estate mi sento, con i suoi colori sgargianti ed i suoi contrasti. Amo scrivere, "scrivere per raccontarla", la Vita, le emozioni, i sogni,

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Commenti (9)

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h
hy ju7 ottobre 2012

Dove è il passato? Che cos'è il presente? L'identità, è l'esser identico? Essere autentici, è realmente possibile? Commuove e spaventa trovare tracce altrui, in noi.

EnzoL7 ottobre 2012

un testo che trasuda di amarezza quella stanchezza in cui riusciamo ad intravedere lo sguardo di chi prima di noi, ha lasciato il passo, l'orma stanca... emozionante dall'inizio alla chiusa

Alberto De Matteis7 ottobre 2012

Vedere nei propri occhi il volto della propria madre è un'emozione che supera ogni cosa e l'Autrice, con stile raffinato, ha saputo trasferire, con vera maestria, nel lettore, tale sentimento. Complimenti.

C
Colomba8 ottobre 2012

Metafore che trasmettono emozioni da brivido, nel vedere riflessi nei suoi occhi gli occhi della madre che appartiene al passato, e rivivere insieme dolori ed affanni,è una sensazione toccante, stile elegante e vera maestria in questi versi, complimenti!

Donatella Pezzino8 ottobre 2012

Due anime fuse insieme, presente e passato che rivivono in un unico sguardo stanco, in un'unico antico dolore. Bella e toccante poesia, profondamente sentita.

M
Moreno Tonioni10 ottobre 2012

Accade che si abbiano a ripercorrere i passi delle nostre radici seguendo l'ombra dei nostri passi... e li ci si ferma a riflettere su sfumature di sentire sino ad allora ignorate o scarsamente apprezzate. Questa della Barone è meraviglia narrante operata da un'autrice che da sempre suscita meraviglia. L'intrecciarsi delle illuminate metafore, unite alla rara e preziosa capacità narrante dell'autrice genera quell'insieme squisito che dona inciso alla tematica trattata... e non è semplice poesia

Nicolina Macari12 ottobre 2012

Uno specchio riflesso di madre... stanchezza rivissuta in questi versi che raccolgono amarezza... stilata con superba bravura... molto piaciuta.

Ginevra Ferrari12 ottobre 2012

Emozioni che si risvegliano nel vedere come i propri occhi siano simili a quelli della madre e tutto questo ci riporta indietro sul vissuto che se è stato travagliato, ci fa sentire la stanchezza della lotta che si ha avuta nella vita. Una lirica molto toccante dal primo all'ultimo verso apprezzata!

B
Barba12 ottobre 2012

Quant'è bella nel suo passo così emozionante, nella sua luce così limpida. Una poesia che sa trattenere il lettore e lo trasporta nel cuore profondo. La madre che non svanirà e che il fiato a volte spezza nel ricordo. Meravigliosa poesia; su tutto i versi finali.