Anima latente
antonio gariboli
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Non scriverò più per lei
neanche del tempo che è stato
di ieri e dei sogni
non parlar più dei tramonti,
delle notti e delle aurore.
Non descrivere più
i pensieri
e le parole dell'anima
che muta resterà
ormai per sempre.
Saranno solo giorni
dove gli uccelli voleranno
senza posarsi su campi di girasoli
mentre petali di rose
appassiscono e cadono.
Saranno momenti
dove urlerò più forte
ma dalla mia bocca
non usciranno parole.
Sarò anima latente
che vagherà per lidi lontani
solo come il vento
ed il suo volto...
avrò scordato per sempre.
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L'autore
antonio gariboli
Commenti (1)
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perlanera8 ottobre 2012
Non so se sia cosa buona e giusta "scordare per sempre" il volto di chi ci ha fatto soffrire... se è vero che "le persone che si somigliano si pigliano", come cita un detto popolare, allora è bene ricordarlo per tenersi alla lontana e non cadere più nella stessa situazione di sofferenza. Ma sono dell'idea che a deluderci non sono gli altri, ma siamo noi stessi che dobbiamo imparare a non guardarli alla luce dei sentimenti che abbiamo dentro. Contrariamente a quanto dice una canzone molto famosa di Morandi e non ricordo chi, gli altri NON siamo noi! I tuoi versi sono molto toccanti e trasmettono la forte sofferenza della tua anima... veri... come un urlo silenzioso che fa tremare l'aria intorno e fa rabbrividire. Inchino, Poeta/essa.

