Distacco
graziella carletti
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Lasciate che il mio corpo martoriato
si posi sulla madre terra.
Lasciate che i miei occhi stanchi
si chiudano nell'ultimo sonno.
Lasciate che le mie mani scarnite
si giungano in una muta preghiera.
In questa lenta agonia
soffocati singhiozzi
mi trattengono ancora
con legacci d'amore.
Vorrei restare
ma vi prego lasciatemi andare.
©
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L'autore
graziella carletti
Commenti (1)
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s
santo aiello8 ottobre 2012
Un desiderio di partire, figlio di un dolore che lacera l'animo. Mi ricorda le poesie di Emily Dickinson, questo preferire la morte al quotidiano patire. Una richiesta che cela la stanchezza dell'essere interiore, non di un amore per la morte, direi uno sfogo. Un giusto sfogo, che chiede risposte... C'è bellezza anche nella tristezza, poesia apprezzata, molto...
