Il parto e la morte

Così mi sento.
Un sasso levigato e
lanciato nelle acque
e un cerchio che si forma.
Un disegno imperfetto
nella propria geometria.
Una sfera di onde
che si allarga
che si dissolve.
Così mi sento
un vortice di vento dentro
un nugolo di polvere
che mi occlude lo sguardo.
Così mi sento
nel profondo di un abisso
nel suo vuoto precipizio
un volo agonizzante.
Un cieco vagante
un uomo annaspante
in un mondo spento.
Così mi sento.
Tu donna
che spiravi
esalando
l’ultimo tuo afflato
in una clinica baronale
priva di rianimazione.
Tu madre
che partorivi vita
un paese indegno
per meritarla.
Il dolore straripa in rabbia
e un furore giace
nel ricordo.
Così mi sento.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
Commenti (2)
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Elena Poldan13 ottobre 2012
Catapulti dentro immagini efficaci e convincenti per descrivere un tuo stato d'animo. Davvero abile nel costruire metafore cosí trascinanti e coinvolgenti. Chapeau!
Francesco Andrea Maiello29 ottobre 2012

