Cadrò dagli occhi

Ti cadrò dagli occhi,
mi frantumerò in mille pezzi.
Aspetterò che la Terra
si apra.
Le ruberò il cuore
-enigma e magma-
ne assaggerò le viscere.
Attingerò dall'humus
dei tuoi pensieri,
mentre spalanco la vorace
bocca dei miei.
Ti scivolerò dalle mani.
Sarò acqua rarefatta,
solletica i sogni
dell'assetato.
Sarò la sabbia nascosta
dietro sillabe monumentali.
Vomiterò acidi addii
su volti marmorei.
Conserverò sardoniche risa,
coronerò i loro capi
con commedianti applausi.
Ti rientro negli occhi,
terre riarse.
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Commenti (2)
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Nino Vicidomini4 novembre 2012
Diciamo che prediligo il corsivo. Ho fatto fatica a seguire questa tua voglia di fare alquanto coinvolgente. Qualche dissonanza non mi ha permesso di gustare appieno questa tua,
rita iacobone12 novembre 2012
Un vortice di sensazioni questi versi, interessante la leggere ma anche in quietante, comunque complimenti.

