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Riflessioni 14 ottobre 2012 · lettura 1 min · 1191 letture

S'è smarrito il cammello

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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E se nel vero sussurrar di fine organza, ascolteresti crepitii e ruvidi suoni in contrasto con le armonie di flussi sciorinati da paniche ocarine, flauti che suonerebbero della fine gli albeggi, saresti silvano aulente di rose dai petali sparsi strappati per un letto senza spine dai gambi estirpati. Doneresti al vento promesse, guerre su campi di Marte condotte per sottomettere deboli per rubare terre più fertili per risolvere crisi della propria terra. Incisioni su marmoree steli, artistiche, restano scolpiti gli amori gli odi razziali, le battaglie, gli onori falsi e rubati a deboli genti. Lode al vincitore sempre e per sempre l'amore sotterra, l'odio in aere oggi nella cruna ci passa anche il ricco non c'è paradiso, non c'è! È tutto un trucco.
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Commenti (3)

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Marina Pacifici15 ottobre 2012

Un'amara e sarcastica riflessione poetica sull'odierno scenario mondiale in cui nella recessione senza tregua fanno le spese unicamente i ceti più deboli, mentre gli stati, nonostante la paranoia del pareggio dei bilanci continuano a spendere milioni di euro per le spese militari... mala tempora currunt.

Giacomo Scimonelli15 ottobre 2012

condivido l'intervento di Marina Pacifici... approfondito e ben scritto come del resto meritava l'Opera dell'Autore... Autore che nel verseggiare tiene lontano la banalità...complimenti

EnzoL15 ottobre 2012

ci portano via tutto, anche cammelli e pure aghi! la cosa peggiore, e che ci forviano anche! ci indotrinano con la paura, numeri qui e lì, ormai non defechiamo per evitare sprechi di carta... eppure sono semplici numeri, scusa la contro riflessione scaturita alla lettura della tua bella poesia