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Famiglia 15 ottobre 2012 · lettura 1 min · 1163 letture

DI ME – era il cinquantasei

Ennio Iannuzzi 42 poesie pubblicate
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Supino, le mani sotto il capo a rimirarti, oh cielo del futuro. Dei ciclamini l'odore, insieme al mio fino a te levitava e m'illudevo sognando del domani, giocavo ancora alla vita. Tutto era grande attorno, perfino le pozzanghere, tutto era nuovo. Della città i palazzi sempre in costruzione, io tra gli scavi a strappare argilla dall'odore di polvere da sparo, la mantenevo inumidita, ci plasmavo i sogni. Poi fu un segnale candido, ai primi di febbraio, a macchiarmi le mani di sangue, avevo raccolto un giocattolo caduto, mentre stavo crescendo. Mia madre che correva stringendo a se un fagotto, un suono di sirena si perse nella neve. Sulla fronte di mio fratello un segno ancor rimane, era il cinquantasei.
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DI ME, ho voluto raccontare un episodio lontano. I ricordi restano sopiti nel tempo e, a volte, basta una musica a farli rivivere così vividi e intensi da poterne sentire i profumi. Di ME, potrei dire molto, il vero problema è trovare orecchi disposti ad ascoltare. DI ME, non capirete mai molto, anche perché, c’è poco da capire.

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Ennio Iannuzzi
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