DI ME – era il cinquantasei
Ennio Iannuzzi
42 poesie pubblicate
+ Segui

Supino,
le mani sotto il capo a rimirarti,
oh cielo del futuro.
Dei ciclamini l'odore,
insieme al mio
fino a te levitava
e m'illudevo
sognando del domani,
giocavo ancora alla vita.
Tutto era grande attorno,
perfino le pozzanghere,
tutto era nuovo.
Della città i palazzi
sempre in costruzione,
io tra gli scavi
a strappare argilla
dall'odore di polvere da sparo,
la mantenevo inumidita,
ci plasmavo i sogni.
Poi fu un segnale candido,
ai primi di febbraio,
a macchiarmi le mani di sangue,
avevo raccolto un giocattolo caduto,
mentre stavo crescendo.
Mia madre che correva
stringendo a se un fagotto,
un suono di sirena
si perse nella neve.
Sulla fronte di mio fratello
un segno ancor rimane,
era il cinquantasei.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Ennio Iannuzzi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
