Estuario tiberino
Camminavo una mattina
Tra sabbia catramosa e pesci morti
Scansando scarpe rotte e scheletri d'oggetti
Affogati durante l'ultima alluvione
Lungo l'estuario tiberino
Assorto in pensieri esistenziali
Sull'attività sessuale dei maiali
Mi prese un fremito interiore
Alla vista di un ambiente surreale
Di case fatiscenti e fatte male
In un silenzio cupo e desolante.
Mi venne in mente un film di Pasolini
E riflettei sul progresso infame
Che in tanti anni aveva fatto il litorale
È vero ch'eravamo in un millennio nuovo
Ma quell'ambiente era rimasto vecchio come l'uovo.
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Commenti (1)
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carla composto30 settembre 2013
lirica piena di considerazioni molto apprezzate... tra ironia e realtà in versi ben stilati per contenuto e forma...
