il paese
me ne sono andato un giorno sperando di aver lasciato quella prigione che mi teneva rinchiuso come una morsa e mi soffocava il giono che ci sono tornato ho rimpianto ho pianto e tuttora mi lascia on amaro in bocca sento sempre gli echi di un mondo lasciato di una vita semplice di amori recalcitranti di venti nascosti in rughe in portoni gente ormai passato campi odorosi di giventù paesaggi racchiusi in una lacrima ho momenti trafelati e felici spensierata nostalgia ponti avvolti nella nebbia rigoli piccoli gente triste il mio cuore e tra voi la mia felicita e sempre ringiovanita basta solo pensare di giocare in quei borghi da me odiati e a amati
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Mauro Zappi5 novembre 2005
Le proprie radici non si lasciano mai... Bella, Mauro