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Riflessioni 19 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2073 letture

Vecchio, solo

Fiammetta Campione 450 poesie pubblicate
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Guardatemi: ho mani pallide e sfiorite gambe come steli d’inverno occhi aperti tra sentieri di rughe quando il sole spunta m’aggiro dentro stanze sconfinate dedicandomi al niente perché niente è tutto ciò che mi basta quando scende la notte con lo stomaco abitato da inutili pastiglie vado a stendermi su lenzuola di cartavetrata in un letto troppo vuoto troppo grande troppo gelido aspettando di sapere se la prossima alba mi saluterà ancora.
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L'autore
Fiammetta Campione

A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.

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Commenti (13)

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Idalgo Visconti19 ottobre 2012

La vecchiaia, in definitiva, non è che la punizione di essere vissuti, un accadimento che ci segna più rughe nello spirito che sulla faccia. La vecchiaia è un'astuta trovata della vita, per rendere più disponibili alla dipartita. La vecchiaia è triste non perché cessano le gioie ma perché finiscono le speranze. Bella, piaciuta

EnzoL19 ottobre 2012

la trovo dolce, nonostante il suo dire, e ahimè troppo spesso è la solitudine che uccide gli anziani, quel nulla che li avvolge e che rende spesso le loro ore vuote . bella di più

Sara Acireale19 ottobre 2012

Anche la vecchiaia fa parte della vita dell'uomo e non va considerata come anticamera della morte... Se una persona rimane attiva, se non viene lasciata in un mare di solitudine, se continua ad avere degli interessi... nonostante gli acciacchi fisici non si sentirà inutile... Anche da vecchi si può essere utili perché oltre alla saggezza si ha anche l'esperienza... Un modo per fare sentire bene una persona anziana è semplicemente "amarla" e "rispettarla"...

G
Giuliano leandro loy19 ottobre 2012

Splendido componimento reale che evidenzia la solitudine che avanza sempre d'insieme alla vecchiaia. L'attesa ... al fine, e la morte assai vicina. Brava. Apprezzata moltissimo. Fiocco.

Patrizia Ensoli19 ottobre 2012

La solitudine degli anni stanchi il vuoto che troppo spesso si forma intorno a chi a speso la vita, a volte sognando, a volte sbagliando ... versi intensi e molto tristi!!

omissam19 ottobre 2012

...e quando scrivi così che mi perdo... che le costellazioni s'annebbiano... le galassie s'avvicinano... e la sensibilità che ti conoscevo straripa... e tutto il resto se ne va... io lo so, sai esser Divinante...

Alberto De Matteis19 ottobre 2012

Versi toccanti che incidono profondamente nel cuore del lettore lasciandolo senza fiato. La vecchiaia, diceva Terenzio, di per se stessa è una malattia (Senectus ipsa est morbus). Occorre avere quindi la massima considerazione per i nostri vecchi. Lirica ben stilata e piaciuta molto. Complimenti.

carla composto20 ottobre 2012

triste piena di malinconia... ma molto vera il diventare vecchi a volte significa esser soli ... in balia del tempo che passa inesorabile, quasi a sentirsi in colpa di esser ancora vivi... molto intensa ...lirica letta con interesse , lirica che porta a riflessione...

Emanuele Martina20 ottobre 2012

...quando l'imbrunire incombe, gli anziani hanno un bagaglio di esperienza che i giovani oggi non ascoltano più, anche per questo stanno cadendo i valori e gli ideali, molto bella

P
Paolo Morganti20 ottobre 2012

Gentile e amorevole riflessione che parla di vecchiaia di solitudine e lo fa con energica tempra senza dimostrare di aver nessun timore di quello che avverrà ad ognuno di noi nella stagione dell'inverno della nostra vita, anzi la poetessa descrive questo avvenimento con una dolcezza che la distingue come sempre nelle belle poesie che ci regala.

Giacomo Scimonelli21 ottobre 2012

la solitudine è compagna purtroppo di persone non più giovani che son costretti a porsi sempre la solita domanda... il domani non si sa mai se si potrà ancora vivere e la tristezza dei pensieri prende il sopravvento... versi dipinti con efficacia che arrivano dritti al cuore...

Donatella Pezzino21 ottobre 2012

Forte, incisiva lirica che si addentra nell'intimo di una solitudine lacerante, dove il freddo incatena al senso di vanità di una vita sempre uguale e all'incertezza di un domani che potrebbe non sorgere mai. Mi ha dato un brivido la chiusa, ma tutta la poesia tocca l'anima profondamente. Complimenti!

B
Barba23 ottobre 2012

Intensamente visiva, con semplicità e profondità, ci conduce nell'animo del soggetto, e lo fa con versi armoniosi, e ben strutturati. Di carezza malinconica ha bellissimi passaggi." quando spunta il sole, m'aggiro dentro stanze sconfinate" e si conclude con una chiusa che costringe ad immergersi in pensieri senza scampo.