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Morte 19 ottobre 2012 · lettura 3 min · 1362 letture

1812: Un'Ombra assiderata

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Erro mendìco e mesto e irrequieto; e tanto misero veggo che sugge il labbro osceno d’un nembo che mugge l’acida linfa d’un’ombra che duol... e l’aspra resina discerno che ‘l lacero ciglio d’un uomo co’i ghiacci ripara, e l’erba prossima sembra una bara che lenta calasi nel tristo suol. Or sento un brivido pell’egro core, e poscia tremo ché l’umida forma m’appar d’un prode che penso qui dorma ghiacciato e avvolto nel freddo mantel. Siede ferito sul seme d’un fiore... il corpo è ritto; e l’anima al ciel. Sembra una statua marmorea che recita l’ultima prece all’alma che spira; e nella nebbia non scorge, non mira altro che ‘l tempo ch’eterno sarà. Ha l’aspre piaghe sul lacero viso, la fronte rorida un cruor di cristallo pallida versa; e presso, ‘l cavallo giace sul ghiaccio che mai si sciorrà. Ahi! Trista imago!... Son colmo di teme, e mesto e stolto e pallido e muto; e qui mendìco pell’aër non fiuto altro che Morte... che un lugubre mar. Eppur pauroso e fragil di speme quell’uomo morto continuo a guardar; e dunque osservo che l’occhio ch’assidera il corpo e l’alito parmi che gema, e che le lagrime vivido sprema per pianger forse se stesso... E fors’ei vivere crede, e ignora ch’è morto... che questo pianto ormai sta innevato sotto un reo cielo ch’intende un latrato d’un’orda tremula di lupi rei. A lui m’appresso... gli vado vicino... È un giovinetto; e credo un cosacco... Giovin mustacchi, in testa un colbacco, niveo cappotto e sciabla ai suoi piè. Sur d’una roccia sta un straccio di lino... col sangue ei scrisse «Evviva ‘l mio re!». Ma altro ben veggo nell’arsa bisaccia sozza di fiele: le lettere ai cari che quegli stese pe’i rapidi e amari e bruti e bellici corsi sentier; e lì vi leggo le frasi d’un rapsodo, speni d’un core che adesso sta prono, e ‘l pianto terso pel mesto abbandono del natio tetto che fu lusinghier. Un cor di radiche di rose e gelsi osservo ordito qual dolce ricamo e sotto impresso sta limpido un «T’amo!» per una dama che più non vedrà; e scorgo al padre i motti più eccelsi... un’alma buona che al Ciel salirà.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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