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Fantasia 23 febbraio 2007 · lettura 3 min · 1141 letture

Il mio dialogo con...

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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Destato dal sonno da un acre profumo volsi lo sguardo convinto del giorno mi colse una notte di oscuri silenzi immagine tetra fissava il mio letto balzai nel terrore di quella figura volevo gridare, mancai d'ogni fiato Avvolta dai cenci corrosi dai secoli sedeva silente con occhi di fiamma legato alle spalle un antico falcetto Troppe le immagini assaliron la mente sapevano gli occhi chi avean d'innanzi negavo a me stesso che fosse il momento Guardò nei miei occhi ed oltre lo sguardo sorrise di gusto leggendo il terrore Pochi i secondi fra velle ed azione provai la mia fuga da vile codardo rise di un riso di atroce letizia E' inutile fuga, spezzò quel silenzio con voce rinata le chiesi chi fosse Rispose leggera, noi siamo la Morte perchè tu domandi se già ci conosci? gli attimi eterni di nero sconforto cedettero il passo alla dolce rinuncia prendimi dunque le dissi piangendo Rise stavolta con versi violenti muore chi è vivo non certo chi è morto Fu strana la frase, cercai di capirla le chiesi ragguagli scendendo le braccia Mi disse sei morto da tempo e respiri sei morto nel cuore e rifiuti letizia siam qui per svegliarti da stasi d'orrore Ancor non capivo qual fosse il suo velle eppure era chiaro per quanto irreale Balzò lesta in piedi mi venne a tre passi alzò lenta il braccio aprì dolce il palmo di scatto afferrò con la mano il mio volto Silenzio poi l'urlo che invase il mio cuore gridò una parola che ancora riecheggia, vivi vivi, poi cresci poi sbaglia ama e soffri Vivi una vita che è il solo tuo dono vivi poi cresci ed invecchia e poi muori tua vita di adesso è soltanto una stasi L'amore che hai dato è ormai perso nel nulla reagisci al tormento che il cuore dileggia donalo ad altre, ma vivi ama e cresci Fu chiaro il messaggio che volle donarmi girò lenta il passo sparì fra il mobilio non vuole la Morte chi è morto nel cuore. Rispondo al mio dubbio con chiare domande non posso spezzare quel circolo eterno tornai a dormire aspettando il domani. Verrà quando giusto tornando a trovarmi ma intanto ch'io viva pensando al futuro sciogliendo i legami ad un dolce passato
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Credo che dopo questo chiamerete la neuro!

L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (1)

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Elena Poldan23 febbraio 2007

Luca! Mi è piaciuta molto questa scena allegorica che hai saputo dipingere con maestria, creando anche la giusta atmosfera allucinata, tetra. br Leggo evoluzione e questa coscienza che si ribella a un cuore così ostinato nel suo dolore! br E il tuo stile si adagia sempre su di una metrica verso cui, personalmente, non provo molta simpatia... amo il verso libero. Ma son gusti... br Cmq, veramente bravo... . »