A stento lo sapete
E quando poi si rintana
un qualunque senso del rumore,
il silenzio di certo
non cambia nome; al che
mi costruisco castelli di rabbia
da spazzare dal mento.
Ci tento.
A salvare la faccia dai venti
che, dopo si scopre,
autunno non sono, non sono inverno:
nulla di più dell'eterno
vischioso desiderio di un momento.
La frenesia del movimento
distante e
solo, via dai carichi dei treni
del mattino, dalle scarpe
pressanti per le strade,
come mosto alle narici
esauste,
eppure aspiro, cosa o chi
lo sa?
Non lo sapete. A stento lo sapete.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
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