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Amore 23 ottobre 2012 · lettura 1 min · 3607 letture

Ebbi un bimbo anch'io

omissam 412 poesie pubblicate
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Minuscolo ceralaccato. Il primo abbraccio il mio tremavo... occhi di castagno brunito mossette d'acrobata andino gambe da similpredone... papà il latino proprio non mi entra. Ti ricordo, nuovamente con quello zaino mastodonte sguardo disperso capelli sempre da tagliare nike in dissolvenza attonito mentre fuggivo via con la vergogna della tua dolcezza sulla pelle inesorabili perchè centouno domande inevase... la A scheggiata sull'albero venti centesimi seppelliti nostro tesoretto estinto. Primo giorno al liceo orgoglioso ti guido ti schernisci in disparte ti miro... la prima convocazione l'ennesimo gol pugni nella polvere hey quello è mio figlio! Con la sua coda di codardia il tempo scorre. Forti spalle cosce da leone mi presti il rasoio? Meno dubbi ora. Giovane uomo ti fidi di me? Imparerai dai miei errori gridati costruisciti edificati rimarginati incontra la vita non scansarla vestiti di te immaginati sulle domande frumenta le risposte io ci sono ci sarò finché avrò bisogno di noi...
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---al mio unico figlio... mia eterna isola... iceberg incrollabile nei mari devastanti del mio essere... la cosa migliore di me

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (4)

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Angela Fragiacomo24 ottobre 2012

poesia che mi lascia un sorriso dentro, come una carezza sul cuore... ne avrei voluto sottolineare qualche passaggio, ma mi è impossibile scegliere, avrei dovuto trascriverla praticamente tutta... versi di chi sa essere padre, non solo biologico, ma nel senso più pieno e completo, guida, maestro di vita, anche con i propri errori, le proprie mancanze e vergogne... piaciutissima, oltre quel che son riuscita a dire

carla composto24 ottobre 2012

una parte di noi che è figlio ...con tutte le debolezze ed il bisogno di esser sostenuto e protetto... l'altra più adulta che esce a difesa... il fanciullo la parte migliore di noi... quella pulita gentile che non è contaminata... bellissima lirica piena di sensazioni stati d'animo cristallini... molto apprezzata... questo è ciò che mi è arrivato...

elena rapisa24 ottobre 2012

Amare un figlio, amare forse un po' di più se stesso in lui. Amare a volte ritirandosi, per non interferire troppo. Ma salva quel reciproco bisogno, quell'appartenenza che va ben oltre. Ricordare e farsi ricordare. Non impareranno mai dai nostri errori. Li vivranno nuovi (antichi) sulla loro pelle E ne soffriremo, ma è nostro figlio... Una lirica che apre la via a ricordi molto personali. Di quando la notte, di soppiatto si accarezza una guancia ancor rosea e stupidamente forse si spera che la barba non la renda mai ispida. Ora lui forse vede le mie rughe, ma le passa sotto silenzio...

EnzoL25 ottobre 2012

ti confesso che mi sono commosso a leggere questa tua bellissima dedica, scritta con il cuore arriva e fa presa come deve una linea diretta del tuo amore per tuo figlio che si affaccia sul cuore di ogni padre... be lli ssi ma