T'apro le mani

Scrivo comunque,
fino a quando penso.
Non sia l'oltraggio
a togliermi dal cuore,
quel che, in silenzio,
genera anche adesso.
Questo zittito mondo è logorante,
scava di dentro fino alla ferita,
che inflitta senza credere al dolore,
sta lacerando il cuore dalla mente.
Non son parole d'odio, mai le mie,
né di condanna, né d'avvertimento,
non me la sento di contrattaccare,
se vuoi volare via, t'apro le mani,
t'accorgerai che ancora, le tue ali,
possono reggerti fino ad altre mete.
Io resto qui, pesante, vilipeso,
vecchio oramai, di questa sofferenza.
©
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L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
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