Odore di terra umida
massimo turbi
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odore di terra umida
nelle viscere dell'estremo nord
avvertendo la vastità del tempo
che mi rimanda nell'avvenire
nel grembo della devozione perduta
la prima volta
la guardai da lontano quel sepolcro imbiancato
coperta di veli del silenzio
immobile come una bambola gettata via
era bella, era sorridente assai
sembrava che respirasse ancora
era l'amore che si espandeva
nelle viscere dell'animo distrutto
i mille perché del dolore reciso
come un fiore appassito tagliato di netto
senza un domani, senza il ricordo dei sorrisi
spenti da un male incurabile figlia del diavolo
scappai via
con le grida in tasca
bloccate le lacrime nell'incoscienza del vuoto
per ritrovarmi solo nelle tempeste nere
arrabbiato con il domani senza futuro
ora dopo tanti anni
dopo aver digerito l'insostenibile
riguardo il passato con la dolcezza
e la rabbia di un adolescente
aggrappato alla morte dell'amore
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massimo turbi
Commenti (1)
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Antonella1728 ottobre 2012
Il dolore antico ritorna a galla in parole nuove e libere ...tutto serve e dona sollievo

