Scatti /Nero-seppia/

/Uomini sul lastrico,
figli dell'asfalto
con sogni accantonati
fra polvere e cartone../
sguardi sottomessi
nella falsa indifferenza.. .
mendicano solo l'ennesimo respiro..
/Intonaco scrostato
lavato di pioggia
freddo e umido nelle stanze vuote
riflessi infranti
nei frammenti di uno specchio../
nessuna identità
solo
un eco sordo
dimora e governa
i fantasmi del tempo..
/Una lacrima
scava le prime rughe
sul suo viso,
"addio mamma.. ."/
solchi indelebili
nel cuore.. .
semplicemente, crescita..
/Una bambola di pezza
Fra le macerie /
Grigie forme anonime
Per il cuore di una bimba
Malata di noia e avidità..
. ... ___
Pellicola infinita
Nei vicoli ciechi dell'indifferenza
Che strascica piaghe
più gravi e mostruose della lebbra..
ferite di solitudine
celate nel cupo silenzio dell'anima..
nella sete di un deserto arido
mi sono persa
chiedendomi..
..esiste un Dio?
Ho scorto la luce
Di un' alba improvvisa
chinandomi
a baciare un filo d'erba..
©
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Commenti (3)
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Maria Francesca25 febbraio 2007
Bella poesia, i versi scorrono nella loro drammaticità, ottimo lo stacco finale, . .
Zima26 febbraio 2007
drammatica poesia, piena di sbalzi grafici e tematici raffigurati come scatti x descrivere tutte le varie sfaccettature dell'abbandono:i barboni, una casa vuota, la partenza d un figlio, una bambola d pezza... interessante l'accostamento a dx ke dà proprio l'idea dell'accantonare le cose abbandonandole a se stesse! il finale (la parte ke + amo) lascia intravedere una luce, la possibilità di riscoprire la bellezza nella natura! . . . molto molto piaciuta!
Pino Penny6 giugno 2007
così intendo la poesia... crogiolo di sensazioni nate da un attimo che si staglia nella mente. Un flash improvviso che fa sgorgare un fiume che ogni volta prende un diverso alveolo

