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Sociale 25 febbraio 2007 · lettura 1 min · 3522 letture

Alice

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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Alice si sveglia in un mondo che odia fra cimici sporco e lenzuola di cenci abbozza un sorriso ad un sole invernale inizia la danza di un giorno qualunque Ormai tutti uguali in costante silenzio si nutre di scarti e non mangia da tempo in fondo al suo cuore vorrebbe morire ma sa che il suicidio è peccato mortale Alice si veste assai lenta e con garbo raccoglie i capelli con pezzi di spago da il suo buongiorno al suo unico amico un ratto marrone che guarda affamata Sconta le colpe di un antico mestiere il paesino non scorda, tramanda ignoranza e di ogni giornata che vive forzata ricorda gli sguardi scagliati con schifo Il solo problema è il decorso degli anni gli antichi clienti, con moglie e con figli le passano avanti con passo veloce e quasi diverte il vederli ignorarla Trascorrono i giorni con somma lentezza finiscono tardi e cominciano presto Alice che vive invecchiando da sola che spera alla notte non segua un mattino
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La vita di paese... un universo di violenta intolleranza Effettivamente rileggendola sembra il testo di una canzone, ma anche la musica è poesia... basta ascoltare max gazzè... Desidero precisare che Alice è un personaggio di pura fantasia, non c'è nessun riferimento a persone o fatti reali.

L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (7)

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M
Maria Francesca25 febbraio 2007

Uno splendido ritratto, quasi un testo da musicare, bella storia, di grettezza e pregiudizi, .

M
Mariasilvia25 febbraio 2007

Il degrado della società... porta amarezza, solitudine, indifferenza. Fa meditare profondamente. Versi scritti mirabilmente.

P
Patrizia Chini25 febbraio 2007

E’ vero, appena ho cominciato a leggere mi ha ricordato la canzone di De Andre’ ”... ha gli cchi verdi e guarda verso il mare, per lei figlia di pirati... ” la tua ballata mi piace molto... bellissimo il contrasto tra la struttura allegra della ballata e l’argomento tristissmo di una vita dimenticata con un finale da dramma dove ti arrendi agli eventi senza sperare più, aspettando solo... !

A
Angeloantico28 febbraio 2007

... un tema decisamente diverso dal solito Ankou, magistrale la tua maniera di cantare quest'ode, tu sai che per me le tue poesie sono musica da sempre e non ti smentisci. Non mi capitava di leggerti da tanto ed è stato un bel ritrovarti, come sempre Luca.

S
Stefano Toschi1 marzo 2007

Bel testo, scivola agile e leggero nonostante il tema impegnativo. Rifiuto, emarginazione, non senso. Ignoranza che si tramanda.

Julie2 marzo 2007

Di grande emozione, il cuore ti si stringe nel petto.Bravo, e buon lavoro.

N
Nicola12 maggio 2007

bellissima poesia racconta ciò che non so descrivere