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Introspezione 1 novembre 2012 · lettura 2 min · 2516 letture

Giusto qualcosa da dire

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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si va per mari e monti così come per menti - a braccio - al ristoro (dove lasciai i lacci il vento portò via le scarpe) ho un buco allo stomaco e non mente - degenera quel che basta per andare contro - e mi piace ricordare che non mente la terra che qui m'esorta - risorta da ceneri di falò quelli sulla spiaggia sotto Selene - che amica non era; foro al centro del costato accanto al muscolo lodato e lodato sia questo amaro, a rimarcare disappunto occhi (che negai) libri - muri - di questa soffitta che rintana quando strillo e non mi sento - quando piango asciutto e non è sogno né incubo. un gatto morto (non doveva) una cagnetta mi leccava le ginocchia figli e genitori in abbondanza accumulati senza dividere pupazzi di neve nei cortili, sotto balconi di bambini (coi pensieri morti altrove) manichini - due mani - due piedi torna tutto tutto e niente, permane il tempo sufficiente (a distinguere) souvenir comprati quel dì a chissà chi nel caso avessi dovuto fingere gratitudine, tra il bacio e la stretta di mano; anni conosco il vento e sue correnti (gli stalli nel vuoto d’un aeroplano) semina e raccolto senza garanzie (gli avvitamenti in volo) - da qualche parte - la morte. ho idea che farò tardi questa volta senza giustificazione - forse lacrime secche forse caccole da staccare forse l'ultima parola (vana) da ridire...
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L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (7)

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omissam1 novembre 2012

...incomparabile ...parole scritte col cuore che rendono benissimo... come al solito Autrice superlativa,,,,,

C
Chiara841 novembre 2012

Come se ti fossi fermata ad osservarti intorno. Analizzare ogni piccolo pezzo di una stanza. E ricordarne i momenti, i rapporti ed i sentimenti legati ad essi. Trovarti forse stracolma di oggetti, insignificanti e non trovare però il vero valore delle cose, delle persone, degli affetti. Un vortice di sensazioni con un finale amaro.

Fiammetta Campione1 novembre 2012

Come un fermo immagine in cui l'autrice diventa osservatrice distaccata di se stessa e di ciò che ha elaborato, man mano nella vita, fuori e dentro sè. bilancio? riflessione? momento di lucida disamina? comunque sia il risultato è eccellente

EnzoL1 novembre 2012

non ho molto da dire su questa tua, perché ogni parola rischierebbe di scalfire questa introspezione, così pulita come la sento... cosi vera, a tratti mi commuove... (seriamente) riemegono figure così nitide, mescolate tra passato e presente, così amare...

Aldo Bilato2 novembre 2012

la leggo come uno svuotare il sacco -fardello ormai troppo colmo e pesante da portare... introspezione che diventa liberazione e allo stesso tempo rivanga, suturando le ferite... un unico passaggio mi convice, che non c'è solo amarezza e rimpianto per i trascorsi, ma rinascita che viene dalla terra dalla solidità d'una convinzione a ricominciare... (mi piace ricordare che la terra non mente e mi esorta -risorta dalle ceneri del falò-ad andare contro...)

Francesco Rossi5 novembre 2012

" si va per mari e monti così come per menti- a braccio..." Cardini ineludibili. non contemplativi, dell'atto cognitivo, pure se vogliamo essere pignoli metafisico e logico, comunque culturale. Complimenti.

Paola Galli6 novembre 2012

un dire risoluto, parole dall'anima esternate in maniera originale, come un fiume in piena, che non vuol tralasciare nulla ne più tenere dentro, ma esondare senza fine, cercando una nuova sponda, un nuovo versante, mai dimentico del vissuto dolce- amaro!! veramente stupenda!