Col quieto tintinnio della catena
Barbara Golini
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si riversano sulla polvere di questi cammini perenni le risa e le chiacchiere al vento
sottendono un felice sussurrar l'altrove
*
hai riposto nella tasca la chiave della finestra che scardinata rivolge al passato
sotto tende tra le dune di un deserto che non riflette altro che il non sentire
*
sono immense semantiche fluide come la paura del buio che ci avvolge, le tenebre nascondono l'imprevisto che non conosciamo solo per intuizione
*
sollevo la gonna con la mano destra mentre la sinistra m'indica la retta via
parlava francesce quello straniero che mi sorrise e di cui rividi il volto solo dietro una grata
*
intanto scherza il mondo e si sofferma sull'intensità del dolce dattero che stringo tra le dita
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
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Marco Morandi13 dicembre 2012
Perfetta sintonia dei versi con molto studio lessicale.

