Ricordi
Alboraletti Enrica
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D'azzurro in grigio mesce il cielo
Mitiga la brezza un tepido raggio di sole
E di diamante
la scia d'un solingo pescatore incrina lo specchio di lago
stamattina
Il cangiar mutante di ieri verdi foglie
sfiorando
mi cade difronte
Incenso profuma d'attorno
Colgo l'essenza d'occhi al giorno spenti
nell'viver di flebili fiammelle
Veloce
il tempo mima i ricordi
sol mi fermo al mutar di luce d'un tramonto
che impasta l'arancio al nero blu
d'annunciata notte.
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Francesco Rossi2 novembre 2012
Oltre al contenuto di pregevolissima fattura si evidenzia un elegante verseggiare con spiccata musicalità e buon ritmo.

