Giocavo agli angeli
carla vercelli
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Giocavo agli angeli, amore
quando ti dissi che sarei arrivata
Non mi rendevo conto di ogni coincidenza
che tu avevi negli occhi
e ti pensavo irraggiungibile o forse inesistente
Saresti passato con ali leggere
sui miei silenzi
e avresti custodito i miei segreti
senza intralci, senza ingombri
sul mio corpo stanco, ma non sfiorito
Però il tuo sguardo ha partorito freschezza
e la sensualità dei gesti
ha generato dolce dannazione
a discapito di ogni più ostinata resistenza
a peccare tra le tue braccia
Come in un affresco di Piero della Francesca
hai posto sul mio capo coroncine di fiori
e gioielli rari
facendo di me l’angelo narrante
di ogni nostra tenera rinascita
e non ci sarà misericordia
per l’amore non previsto,
ribelle
e caduco
come la più bella delle cose mortali
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
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