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Sociale 3 novembre 2012 · lettura 1 min · 1048 letture

La livella degli infelici

La maschera di cartone 53 poesie pubblicate
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Pensi ancora tu che a livellare le vite basti la morte? Infelici vite, sorti sporche, esistenze beate e sante, condotte in tuguri miseri, bestemmie del signore che mostra le sue ire a chi ha le mani sporche. Il dolore eguaglia gli umili, fraternamente illudendoli; gerarchie intelligenti segnano predestinazioni imperanti che inondano i poveri cristi, come granchi su scogli delle nostre spiagge, rese umane dal vento, che innalza i respiri del mare, insieme alle gonne e agli imbarazzi virili. Pensi ancor tu che basti la morte a renderci miti e uguali? Nudi ai piedi dello stesso Cristo spoglio, con le mani nel suo costato, coi grembi tronfi di amori infranti, partoriremo preghiere assordanti, invecchiate in templi consunti. Sfamatevi d'ostie, affamati d'amore, cercate la morte, voi tutti affamati di pane.
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L'autore
La maschera di cartone

"Non è vero, dolore, io ti conosco, tu sei nostalgia di vita buona e solitudine di cuore oscuro, di nave senza naufragio o rotta. Come cane abbandonato che non ha traccia nè olfatto e vaga per le strade, senza una meta, come il bimbo che la notte di una festa si perde tra la gente e l'aria polverosa e le ca

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Commenti (1)

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Francesco Rossi3 novembre 2012

Lo spirito libero del poeta si manifesta in questa composizione che esce fuori dagli schemi consolidati di una falsa morale.